Sono passate tre settimane... ancora conservo quel fazzoletto.
In un angolo si distigue ancora la scritta bucherellata.
Tempo.
Ogni giorno, mi sembra di averci cominciato a piangere il giorno precedente.
Sono passate tre settimane... ed è ancora qui.
Inzuppato. Grinzoso. Lacerato.
Odora di quel giorno... e di tutti quelli che si sono susseguiti.
Sono passate tre settimane... il tempo lo sta frantumando.
Ogni nuovo squarcio è segno di un gesto disperato.
Convulsioni.
Sono passate tre settimane... quel fazzoletto potrebbe tracimare.
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Aurora "Rah" Braga is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
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sabato 18 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
... from the open train's doors - 11.06.09
I know... this isn't such a great pen drawing.
Like the faces, it's directly draw with pen,
so there are some mistakes
with the anatomy.
Anyway... I'll keep love this drawing.
It reminds me of a beautiful day...
a magic sunny (damn hot) day...
but... it was also a bit sad.
Do not forget.
Keeps remember, BL.
Keeps remember, BL.
mercoledì 1 luglio 2009
martedì 30 giugno 2009
Dark ink - Faces
These are just some fast sketches
that I've realized direclty with a pen.
Every face has a different light source.
giovedì 21 maggio 2009
End of Love - Acrylics
Lo sento... l'etereo richiamo di un gufo... sento che mi giunge con flebile tono in corpo, attraversando queste pareti di legno macero.
Sono le parole che sentenziano la mia rinascita.
Sono le parole che sentenziano la mia rinascita.
Schiudo le sottili palpebre, cercando invano un chiarore in quest’avvolgente tenebra che mi opprime... e l’impercettibile aria che respiro si disperde e fugge da me, lasciando che le costole si espandano e ritraggano invano.
Libero le mie braccia dal torpore in convulsi fremiti: i gomiti che urtano le pareti di questa prigione di legno, spaccandole in miriadi di schegge; le mani che sfiorano i luridi capelli, gli zigomi bruschi, le dita che irrompono fra le labbra sottili e scarnite; poi il petto, così vuoto ma così pesante sotto queste mie mani che continuano a scivolare in impeti iracondi, arrivando a lambire l’orrido elemento e fuggendone subito via.
Comprimo le dita violentemente, sferrando poi colpi verso l’alto ad abbattere il confine della morte, urlando con lugubri toni... spingendo con tutto il mio corpo verso un’eterna dannazione.
L’umida terra cede sotto i miei colpi, ammassandosi con i frammenti di legno ai miei piedi.Raggi freddi arrivano ai miei occhi... una luce che credo di aver dimenticato... una luce che mi ha colmato lo sguardo di un’antica e meravigliosa magia.
Avverto le lacrime... ma esse non scendono.
Solo il petto reagisce: il peso che prima avvertivo, ora è aumentato a dismisura.
Quella massa informe, nascosta sotto avvizzite carni, si contorce e mi tortura e mi controlla la mente...
Cado sulle ginocchia. Il volto mi si deforma in un disperato lamento che le mani tentano di coprire. Le unghie mi si conficcano nelle tempie... voglio che spariscano... quei ricordi.
Scene di un era felice... le vedo passarmi di fronte agli occhi.
Due volti, due cuori, due corpi che danzano insieme e si amano e si confortano sotto questa stessa luce, che ora mi pugnala alla schiena.
Troppo grande il dolore e troppo violenta la rabbia che ora mi attanagliano e mi soffocano e mi scorticano e mi spezzano.
Grido per l’ennesima volta, inondando il cielo nero con l’eco di parole come fossero ingiurie di un antico demone.
Tutta la furia, scaraventata via dalla mia bocca, si accende come un fuoco acido di fronte a me.
Mi immobilizza, cattura il mio sguardo.
Il mio braccio destro si solleva teso... il gomito si piega... la mano si apre... le dita macilente come artigli di un rapace.
Uno scatto lesto...
La mano conficcata nel mio petto...
Uno strappo deciso...
Eccolo... quel peso sulla mia mano... il suo calore, lo posso avvertire... il suo battere incessante.
Con avversione lo tengo fra le dita e lo osservo impassibile... come fosse la fonte di tutti i mali.
Lentamente protendo quel peso viscido verso le fiamme, figlie della mia collera.
Più è vicino alla sua fine e più pulsa.
Accelera... ancora... e ancora...
... sta impazzendo...
-Non implorare perdono... poiché quel dolore, che tu solo riesci a creare, non voglio più sopportarlo...-
End of Love - Acrylics by Aurora Braga is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
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lunedì 27 aprile 2009
End of love - Pencil
Another drawing for an acrylic illustration.
End of love - Pencil by Aurora Braga is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
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sabato 25 aprile 2009
Undead cry - Acrylic
Aprii gli occhi. Una densa nebbia danzava sulla mia faccia; ne seguii le movenze fino al petto... ebbi un sussulto e cercai sostegno nelle mie braccia, ma ricaddi sul lato destro.
-Ora ricordo... quel guerriero mi ha tagliato il braccio con la sua ascia...-
Dissi a bassa voce... e non la riconobbi.
Mi rialzai da terra a fatica: sentii le gambe scricchiolare e tremare. Cominciai ad avere paura e lentamente abbassai gli occhi su quell'unica mano che mi rimaneva.
-Morta...-
Mi toccai il petto, poi scesi sulle costole, poi... un avallamento come se mi avessero privato delle viscere.
-Morto...-
La disperazione era l'unica emozione che riuscivo a provare, e nel petto qualcosa si contorceva e mi piegava in due.
Tutto intorno a me c'erano i segni di una guerra antica e abbandonata alle strette del gelo.
Piansi e capii.
Compresi quanti anni erano probabilmente passati e... urlai. Un grido orrendo che proninciava il suo nome. La vedevo di fronte a me, con quel suo sorriso e con quei capelli dorati che volteggiavano come nuvole. Lentamente poi, smise di sorridere e mi tese le braccia urlando in silenzio.
Il vestito si tinse di rosso all'altezza del grembo... e vidi la sua pelle staccarsi e mutare in polvere.
Ero folle.
Non so quante volte urlai il suo nome con quella mia voce storpia e immonda...
Non so quanti uomini vennero dismembrati dalla mia furia...

Undead cry - Acrylic by Aurora Braga is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Based on a work at https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEje5Ky75augYxCAzCa2hDy_7B_G9azvLxZ5ekQdb44sV2Ui59meGcDJL5qwHg5dLUJNZQ1AZOGtUU2JS8Bb_qU9-leelR52DLA2x6vULTUEvSYNl-El0ifts-Uq4ML-TgBU7ppEaP92wU8/s1600-h/Undead+cry+-+Acrylic.jpg.
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-Ora ricordo... quel guerriero mi ha tagliato il braccio con la sua ascia...-
Dissi a bassa voce... e non la riconobbi.
Mi rialzai da terra a fatica: sentii le gambe scricchiolare e tremare. Cominciai ad avere paura e lentamente abbassai gli occhi su quell'unica mano che mi rimaneva.
-Morta...-
Mi toccai il petto, poi scesi sulle costole, poi... un avallamento come se mi avessero privato delle viscere.
-Morto...-
La disperazione era l'unica emozione che riuscivo a provare, e nel petto qualcosa si contorceva e mi piegava in due.
Tutto intorno a me c'erano i segni di una guerra antica e abbandonata alle strette del gelo.
Piansi e capii.
Compresi quanti anni erano probabilmente passati e... urlai. Un grido orrendo che proninciava il suo nome. La vedevo di fronte a me, con quel suo sorriso e con quei capelli dorati che volteggiavano come nuvole. Lentamente poi, smise di sorridere e mi tese le braccia urlando in silenzio.
Il vestito si tinse di rosso all'altezza del grembo... e vidi la sua pelle staccarsi e mutare in polvere.
Ero folle.
Non so quante volte urlai il suo nome con quella mia voce storpia e immonda...
Non so quanti uomini vennero dismembrati dalla mia furia...
Undead cry - Acrylic by Aurora Braga is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
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venerdì 24 aprile 2009
Undead cry - Ink
Inked version.
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