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lunedì 2 novembre 2009

venerdì 16 ottobre 2009


Lo Spettro di Ferragosto



Era il pomeriggio del 14 Agosto e stavo spiattellata
sulla sdraio sotto l'ombrellone insieme al mio caro amico.
Mi prese la voglia di scaricare il mio estro (modesti eh? :D)
e cominciai a scarabocchiare qualcosa che mi piacesse...
ovvero qualcosa di Non Morto.
Di solito (sempre) questi sono disegni che non do a nessuno,
ma mentre disegnavo decisi di fare un'eccezione...
dopotutto anche a lui piacciono i Non Morti.

Qualche giorno fa gli chiesi di scannerizzare il disegno
e mandarmelo (mi serve per il progetto "Cemetery in the Heart").
Il titolo a questo disegno glie lo ha dato lui,
magari involontariamente, ma l'idea mi è piaciuta e l'ho approvata
anche se potrebbe sembrare un titolo alquanto malinconico...

In fin dei conti è stato un bel Ferragosto :)

lunedì 5 ottobre 2009

The Sight and the Sword


Quando si è tristi si ha il massimo dell'ispirazione e in più ci si aggiunge una bellissima canzone :)


mercoledì 16 settembre 2009

L'Appello

Tavola realizzata per un contest indetto dalla casa editrice Tunué, per la rivista Mono, arrivata alla sua settima pubblicazione.
Il tema del contest è "Crisi", dal canto mio ho trovato un contesto un po' particolare in cui potrebbe rientrare abbastanza bene questo tema: la psicosi maniaco-depressiva.
Ho scoperto per caso di cosa si tratta, forse ne sono affetta anche io? Non saprei dirlo con certezza, in vita mia non ho mai visto un ospedale (dal punto di vista di un lettino), figuratevi uno psichiatrico!
Sono andata a leggere su qualche forum cosa dicessero le persone a riguardo... non i medici, le PERSONE... e posso dire solo una cosa: l'ultima parola che potesse essere presente in questi forum era "medicina"... e non solo riguardo ad un qualsiasi disturbo della psiche, ma riguardo a tutta una vita.

venerdì 21 agosto 2009

sabato 18 luglio 2009

Il tempo...

Sono passate tre settimane... ancora conservo quel fazzoletto.
In un angolo si distigue ancora la scritta bucherellata.
Tempo.
Ogni giorno, mi sembra di averci cominciato a piangere il giorno precedente.
Sono passate tre settimane... ed è ancora qui.
Inzuppato. Grinzoso. Lacerato.
Odora di quel giorno... e di tutti quelli che si sono susseguiti.
Sono passate tre settimane... il tempo lo sta frantumando.
Ogni nuovo squarcio è segno di un gesto disperato.
Convulsioni.
Sono passate tre settimane... quel fazzoletto potrebbe tracimare.

mercoledì 8 luglio 2009

... from the open train's doors - 11.06.09

I know... this isn't such a great pen drawing.
Like the faces, it's directly draw with pen,
so there are some mistakes
with the anatomy.
Anyway... I'll keep love this drawing.
It reminds me of a beautiful day...
a magic sunny (damn hot) day...
but... it was also a bit sad.


Do not forget.
Keeps remember, BL.

martedì 30 giugno 2009

Dark ink - Faces

These are just some fast sketches
that I've realized direclty with a pen.

Every face has a different light source.





giovedì 21 maggio 2009

End of Love - Acrylics

Lo sento... l'etereo richiamo di un gufo... sento che mi giunge con flebile tono in corpo, attraversando queste pareti di legno macero.
Sono le parole che sentenziano la mia rinascita.
Schiudo le sottili palpebre, cercando invano un chiarore in quest’avvolgente tenebra che mi opprime... e l’impercettibile aria che respiro si disperde e fugge da me, lasciando che le costole si espandano e ritraggano invano.
Libero le mie braccia dal torpore in convulsi fremiti: i gomiti che urtano le pareti di questa prigione di legno, spaccandole in miriadi di schegge; le mani che sfiorano i luridi capelli, gli zigomi bruschi, le dita che irrompono fra le labbra sottili e scarnite; poi il petto, così vuoto ma così pesante sotto queste mie mani che continuano a scivolare in impeti iracondi, arrivando a lambire l’orrido elemento e fuggendone subito via.
Comprimo le dita violentemente, sferrando poi colpi verso l’alto ad abbattere il confine della morte, urlando con lugubri toni... spingendo con tutto il mio corpo verso un’eterna dannazione.
L’umida terra cede sotto i miei colpi, ammassandosi con i frammenti di legno ai miei piedi.
Raggi freddi arrivano ai miei occhi... una luce che credo di aver dimenticato... una luce che mi ha colmato lo sguardo di un’antica e meravigliosa magia.
Avverto le lacrime... ma esse non scendono.
Solo il petto reagisce: il peso che prima avvertivo, ora è aumentato a dismisura.
Quella massa informe, nascosta sotto avvizzite carni, si contorce e mi tortura e mi controlla la mente...
Cado sulle ginocchia. Il volto mi si deforma in un disperato lamento che le mani tentano di coprire. Le unghie mi si conficcano nelle tempie... voglio che spariscano... quei ricordi.
Scene di un era felice... le vedo passarmi di fronte agli occhi.
Due volti, due cuori, due corpi che danzano insieme e si amano e si confortano sotto questa stessa luce, che ora mi pugnala alla schiena.
Troppo grande il dolore e troppo violenta la rabbia che ora mi attanagliano e mi soffocano e mi scorticano e mi spezzano.
Grido per l’ennesima volta, inondando il cielo nero con l’eco di parole come fossero ingiurie di un antico demone.
Tutta la furia, scaraventata via dalla mia bocca, si accende come un fuoco acido di fronte a me.
Mi immobilizza, cattura il mio sguardo.
Il mio braccio destro si solleva teso... il gomito si piega... la mano si apre... le dita macilente come artigli di un rapace.
Uno scatto lesto...
La mano conficcata nel mio petto...
Uno strappo deciso...
Eccolo... quel peso sulla mia mano... il suo calore, lo posso avvertire... il suo battere incessante.
Con avversione lo tengo fra le dita e lo osservo impassibile... come fosse la fonte di tutti i mali.
Lentamente protendo quel peso viscido verso le fiamme, figlie della mia collera.
Più è vicino alla sua fine e più pulsa.
Accelera... ancora... e ancora...
... sta impazzendo...
-Non implorare perdono... poiché quel dolore, che tu solo riesci a creare, non voglio più sopportarlo...-

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sabato 25 aprile 2009

Undead cry - Acrylic

Aprii gli occhi. Una densa nebbia danzava sulla mia faccia; ne seguii le movenze fino al petto... ebbi un sussulto e cercai sostegno nelle mie braccia, ma ricaddi sul lato destro.
-Ora ricordo... quel guerriero mi ha tagliato il braccio con la sua ascia...-
Dissi a bassa voce... e non la riconobbi.
Mi rialzai da terra a fatica: sentii le gambe scricchiolare e tremare. Cominciai ad avere paura e lentamente abbassai gli occhi su quell'unica mano che mi rimaneva.
-Morta...-
Mi toccai il petto, poi scesi sulle costole, poi... un avallamento come se mi avessero privato delle viscere.
-Morto...-
La disperazione era l'unica emozione che riuscivo a provare, e nel petto qualcosa si contorceva e mi piegava in due.
Tutto intorno a me c'erano i segni di una guerra antica e abbandonata alle strette del gelo.
Piansi e capii.
Compresi quanti anni erano probabilmente passati e... urlai. Un grido orrendo che proninciava il suo nome. La vedevo di fronte a me, con quel suo sorriso e con quei capelli dorati che volteggiavano come nuvole. Lentamente poi, smise di sorridere e mi tese le braccia urlando in silenzio.
Il vestito si tinse di rosso all'altezza del grembo... e vidi la sua pelle staccarsi e mutare in polvere.
Ero folle.
Non so quante volte urlai il suo nome con quella mia voce storpia e immonda...
Non so quanti uomini vennero dismembrati dalla mia furia...

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